Trial COVID-19: 7 nuove autorizzazioni

A cura di Nicola Marzini

Revisione di Francesca Falasco

Salgono in totale a 29 le sperimentazioni cliniche in Italia dopo che AIFA, nel mese di maggio, ha dato l’autorizzazione per l’avvio di 7 nuovi studi per fronteggiare l’emergenza COVID-19.

Oggi l’OsservatorioCOVID19 fornirà una panoramica riguardo le nuove sperimentazioni osservando gli aspetti principali dei singoli protocolli di studio.

Trial AMMURAVID

Trial AMMURAVID
[Figura a cura di Nicola Marzini]

AMMURAVID è un trial promosso dalla Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali (SMIT) che coinvolge attualmente 27 centri italiani; avrà un disegno adattivo in aperto, randomizzato, multicentrico, con 7 braccia di trattamento in parallelo. Tutti i pazienti arruolati nei diversi bracci condivideranno un trattamento di base con idrossiclorochina (HQO). L’obiettivo principale dello studio sarà quello di verificare se la combinazione dei farmaci immunomodulatori con la terapia di base con HQO riduca o meno la progressione verso l’insufficienza respiratoria grave da COVID-19. In alcuni report è emerso un effetto di inibizione in vitro da parte della clorochina sulla replicazione del virus SARS-CoV-2. Inoltre, studi clinici preliminari condotti su pazienti COVID-19 in Cina hanno dimostrato che la clorochina ha un effetto significativo sia in termini di esito clinico che di clearance virale. Il profilo di sicurezza clinica dell’HQO è risultato migliore di quello della clorochina nell’uso a lungo termine, consentendo quindi una dose giornaliera più elevata, con minori interazioni tra farmaci, tanto che è stato scelto come farmaco d’elezione nel piano di trattamento della polmonite da COVID-19. Dopo 7 giorni di trattamento seguirà un follow-up fino al 28° giorno per verificare un decorso clinico positivo e l’assenza di eventi avversi. In caso di dimissione anticipata del paziente, il follow-up avverrà telefonicamente nei tempi previsti dal protocollo.

Trial HS216C17- PHASE III

Trial HS216C17- PHASE III
[Figura a cura di Nicola Marzini]

HS216C17-PHASE III è una sperimentazione multicentrica internazionale di fase III che coinvolgerà un totale di 16 centri, la metà dei quali sarà in Italia. Lo studio avrà un disegno randomizzato in parallelo, in doppio cieco, controllato vs placebo.Gli obbiettivi dello studio saranno quelli di valutare l’efficacia e sicurezza di Favipiravir in combinazione con terapie di supporto per il trattamento di COVID-19 moderata. Favipiravir (commercializzato come Avigan o Favilavir) è un farmaco utilizzato per il trattamento di influenza-A e influenza-B, ed agisce come inibitore selettivo dell’RNA polimerasi virale. È stato prodotto inizialmente dall’azienda Fujifilm e poi da Zhejiang Hisun Pharmaceutical Co. Ltd la quale ha donato il farmaco all’ASST Fatebenefratelli Sacco per lo svolgimento di questa sperimentazione. È stato stimato un target di arruolamento in Italia di almeno 100 pazienti adulti, con età ≥ 18 e ≤ 75 anni e con esordio della patologia da COVID-19 non superiore a 10 giorni. È previsto un periodo di trattamento di 14 giorni ed un follow-up fino al giorno 28.

Trial FibroCov

Trial FibroCov
[Figura a cura di Nicola Marzini]

FibroCov è uno studio di fase 2/3 in aperto, randomizzato a 2 bracci paralleli che valuterà l’efficacia e la sicurezza di Pamrevlumab verso lo standard of care (SOC) nei pazienti COVID19. L’altro importante obiettivo di questo trial sarà quello di valutare la riduzione a lungo termine della fibrosi polmonare indotta dall’infezione da SARS-CoV-2 e, in una certa misura, dalla ventilazione meccanica nei pazienti con distress respiratorio acuto. Pamrevlumab è un anticorpo monoclonale interamente umano (sviluppato dall’azienda Fibrogen) che agisce come inibitore del fattore CTGF (Connective Tissue Growth Factor), mediatore della deposizione di tessuto fibrotico responsabile dei danni polmonari a lungo termine. Lo studio prevede di arruolare 68 pazienti adulti, di età ≥ 18 e ≤ 80 anni. Sono previste tre somministrazioni di Pamrevlumab nei giorni 1° – 7° – 14°. Sulla base della valutazione del Principal Investigator il trattamento potrà proseguire per 11 settimane, dopo il 14° giorno, con dosi somministrate a distanza di 3 settimane. La visita di follow-up avverrà all’8° e 12° settimana dopo l’ultima dose di farmaco ricevuta. Inoltre, considerato che lo schema di trattamento con Pamrevlumab sarà più intenso per questo studio rispetto a studi passati, il protocollo contempla una ulteriore misura di sicurezza per i pazienti tale che il trattamento dei primi 3 soggetti randomizzati avverrà separatamente, cioè a distanza di una settimana l’uno dall’altro, come periodo di osservazione precauzionale.

Trial AZI-RTC-COVID-19

Trial AZI-RTC-COVID-19
[Figura a cura di Nicola Marzini]

AZI-RTC-COVID-19 è una sperimentazione di fase III, randomizzata, in aperto con 2 braccia di trattamento. L’obiettivo principale è quello di valutare la superiorità in efficacia e sicurezza della combinazione terapeutica di Idrossiclorochina e Azitromicina rispetto alla terapia con sola Idrossiclorochina in pazienti ricoverati per polmonite da COVID-19 di gravità lieve-moderata. Potranno essere arruolati pazienti >18 anni, ricoverati per polmonite da SARS-CoV-2 diagnosticata strumentalmente entro le precedenti 24 ore. Nel braccio di trattamento, il protocollo prevede la somministrazione di Idrossiclorochina (per 7 giorni) in combinazione ad Azitromicina (per 5 giorni). Nel braccio di controllo verrà somministrata la terapia a base di sola Idrossiclorochina (per 7 giorni). È stata calcolata una numerosità campionaria di 72 pazienti per ogni gruppo sperimentale. Lo studio avrà una durata di 10 giorni per la valutazione dell’efficacia e di 28 giorni per la valutazione della sicurezza, a partire dalla randomizzazione dei pazienti al giorno 1. L’Azitromicina, antibiotico appartenente alla classe dei macrolidi, ha un razionale di utilizzo che risiede in alcune importanti evidenze di letteratura che gli attribuiscono effetti immunomodulatori e di contenimento della risposta infiammatoria, con azione particolare a livello polmonare. Sebbene i dati clinici e preclinici siano rassicuranti, dovrà essere valutata la sicurezza della terapia associativa di Idrossiclorochina e Azitromicina in termini di eventi avversi di natura cardiovascolare, con particolari precauzioni verso i pazienti che presentano fattori concomitanti di rischio pre-esistenti.

Trial CAN-COVID

Trial CAN-COVID
[Figura a cura di Nicola Marzini]

CAN-COVID è uno studio internazionale (Francia, Germania, Italia, Spagna, UK, Stati Uniti) di fase III, randomizzato, in doppio cieco, vs placebo, con 2 braccia di trattamento. L’obiettivo principale del trial sarà di valutare il beneficio di Canakinumab in combinazione a SOC nell’aumentare la possibilità di sopravvivenza dei pazienti COVID-19 senza mai richiedere la ventilazione meccanica invasiva. È stata prevista una numerosità di circa 450 soggetti. I pazienti potranno essere uomini o donne con età ≥ 18 anni, peso ≥40kg, con diagnosi clinica di SARS-CoV-2 (accertata mediante PCR o altre metodologie approvate) entro i 7 giorni precedenti la randomizzazione oppure ospedalizzati con polmonite evidenziata mediante Rx o Tc acquisite entro i 5 giorni precedenti la randomizzazione. La durata totale della sperimentazione sarà di 126 giorni dopo la dose di Canakinumab o del placebo. Canakinumab è un anticorpo monoclonale umano anti-interleuchina-1β (IL-1β) isotipo IgG1/k, in sviluppo per il trattamento di malattie infiammatorie indotte da IL-1β. Questo si lega selettivamente all’IL-1β umana impedendo l’interazione dell’IL-1β con il recettore dell’IL-1, portando così all’inibizione dei suoi target a valle e prevenendo la produzione di mediatori infiammatori.

Trial ARCO-DEF-IVID-19

Trial ARCO-DEF-IVID-19
[Figura a cura di Nicola Marzini]

Lo studio ARCO-DEF-IVID-19 valuterà l’efficacia dei farmaci antivirali Darunavir/Colbicistat, Lopinavir-Ritonavir, Favipiravir e Idrossiclorochina come terapie domiciliari in una popolazione di pazienti COVID-19 precoci con lo scopo di prevenire la progressione della patologia verso quelle forme più gravi e critiche che potrebbero richiedere ospedalizzazione ed intubazione. Sarà un trial di fase III e avrà un disegno adattativo, randomizzato ed in aperto con 4 braccia di trattamento + 1 braccio di controllo, per il quale non è previsto alcun trattamento. È stata calcolata una numerosità campionaria di 175 fino a 453 pazienti, ed una durata di circa 3 mesi. Potranno essere arruolati pazienti adulti con età ≥ 18 anni con infezione da SARS-CoV-2 confermata mediante analisi PCR, una sintomatologia comparsa da non più di 5 giorni e che non presentino caratteristiche per un’immediata ospedalizzazione. I pazienti saranno monitorati dagli sperimentatori con visite domiciliari al giorno 1 – 7 – 14 – 28 e durante lo studio misureranno autonomamente alcuni dei propri parametri (pressione sanguigna, frequenza cardiaca, temperatura, SpO2 transdermica) mediante un dispositivo che sarà appositamente fornito.

Trial DEF-IVID19

Trial DEF-IVID19
[Figura a cura di Nicola Marzini]

DEF-IVID-19 è uno studio di fase II multicentrico, con braccio di trattamento singolo, non controllato, non randomizzato. Saranno inclusi nelle analisi anche i dati collezionati da una coorte parallela di pazienti, non trattati con il Defibrotide, facenti parte di uno studio osservazionale retrospettivo (COVID-BioB) eseguito presso l’ospedale San Raffaele. L’obiettivo principale sarà quello di valutare l’efficacia di Defibrotide nel ridurre la progressione dell’insufficienza respiratoria verso l’intubazione e la ventilazione meccanica in pazienti con polmonite da COVID-19. Saranno arruolati 50 pazienti, di entrambi i sessi, con età ≥ 18 anni e con diagnosi di polmonite da COVID-19 eseguita mediante tampone virale positivo e/o imaging TC. La stima per la definizione della dimensione del campione sarà rivalutata regolarmente nel corso dello studio per consentire eventuali aggiustamenti in relazione ai risultati della coorte osservazionale di riferimento. Il trattamento avverrà mediante somministrazione di farmaci antivirali, idrossiclorochina, e se necessario metilprednisolone, in associazione con il Defibrotide (25 mg/Kg peso corporeo ogni 6 ore) per un totale di 14 giorni. La somministrazione del Defibrotide avverrà per via endovenosa mediante infusione di due ore.

Nicola Marzini

https://www.linkedin.com/in/nicolamarzini/

Laureato in Biotecnologie presso l’Università degli Studi di Siena. La consapevolezza di come la Ricerca Clinica sia un’opportunità per molti pazienti mi ha spinto ad iniziare un percorso in questo settore tramite il corso di alta formazione Missione CRA (www.missionecra.com).

Francesca Falasco

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Attualmente Data Manager, ho formato la mia mente scientifica come ricercatore durante il corso di laurea magistrale in Medical Biotechnologies e la successiva esperienza all’estero. Il mio interesse per il mondo della Ricerca Clinica è affiancato da una forte passione per la scrittura e la comunicazione scientifica, ambiti che sto approfondendo attraverso specifici corsi di formazione.