L’evoluzione degli studi clinici di fase I

Nell’immaginario comune, quando si parla di studi clinici di fase I, si pensa agli studi effettuati su poche decine di volontari sani. In realtà questa tipologia rappresenta una piccola quota degli studi clinici condotti oggigiorno. Infatti, l’area terapeutica in cui si testa il maggior numero di molecole è l’oncologia. Questi farmaci sono caratterizzati da un’elevata tossicità, per cui non sarebbe etico testarli su volontari sani. Di conseguenza, questi farmaci vengono sperimentati su pazienti con tumori in stadio avanzato, che non hanno alternative terapeutiche.

 

I cambiamenti avvenuti nell’arco degli ultimi anni nel settore medico-scientifico hanno coinvolto l’oncologia, in particolare sia la caratterizzazione del cancro sia i metodi e le strategie per curare i pazienti. La caratterizzazione dei tumori su base molecolare ha reso la medicina sempre più personalizzata, infatti si parla di medicina di precisione, cioè l’utilizzo di un farmaco rivolto ad un target ben preciso. In realtà, la medicina di precisione porta con sé due paradossi opposti: il primo è che un tumore mostra un grado elevato di variabilità intra ed interindividuale, e quindi può essere trattato con farmaci diversi; il secondo è che un farmaco può essere utilizzato per il trattamento di più neoplasie, all’interno delle quali è presente il target del farmaco. Nonostante l’apparente contraddizione, si tratta di una vera medicina di precisione perché solo in questo modo il tumore può essere colpito nei suoi bersagli.

 

Con queste premesse, è evidente che anche gli studi di fase I si sono evoluti secondo vari aspetti.

 

In primis, cambiano gli obiettivi degli studi di fase I: non si valuta più soltanto la tossicità e la sicurezza del farmaco, bensì anche l’attività biologica del farmaco in studio. Infatti, i nuovi farmaci sono già disegnati in maniera tale da essere rivolti ad un bersaglio molecolare ben preciso, per cui ci si aspetta una risposta biologica già nelle fasi precoci dello sviluppo clinico.

 

Cambia anche la selezione dei pazienti scelti: non più volontari sani, ma pazienti che mostrano il target molecolare di interesse. Inoltre, non si tratta più di poche decine di soggetti arruolati in pochi centri. La dimensione del campione può arrivare anche ad un centinaio di pazienti arruolati in diversi centri sperimentali.

 

Di conseguenza cambia anche il modo di progettare i trial clinici, con la possibilità di mettere a punto studi combinati di fase I/II. In questi studi è presente un unico protocollo che descrive le differenti fasi della sperimentazione. Pertanto, lo studio è eseguito senza interruzioni, valutando sia la sicurezza sia l’efficacia del farmaco in studio. Il vantaggio degli studi combinati è quello di ottenere risposte in maniera più veloce, accorciando i tempi di approvazione e sottomissione.

 

Oltre agli aspetti metodologici vi è anche un’evoluzione in termini normativi e logistici. In Italia la Determina AIFA n.809/2015 ha stabilito i requisiti che devono possedere i centri sperimentali che svolgono studi clinici di fase I. Tale determina interessa diversi aspetti fra cui requisiti delle strutture e apparecchiature, gestione delle emergenze, personale e formazione, sistema di qualità e Procedure Operative Standard (SOP).

 

Tra gli aspetti più interessanti spicca la necessità di uno staff multidisciplinare, competente e adeguatamente formato. Alcune delle figure professionali introdotte sono il Clinical Research Coordinator (nella determina chiamato figura di raccordo), il medico farmacologo, il Clinical Research Associate, il Quality Assurance e l’Auditor. Queste ultime due figure sono fondamentali ai fini del Sistema di Qualità. Infatti la determina prevede che le attività siano svolte in conformità alle GCP e secondo precise SOP. Pertanto la determina AIFA n.809/2015 introduce una visione gestionale delle attività connesse alla ricerca clinica nei centri sperimentali in possesso dei requisiti.

 

Se hai bisogno di supporto per ottenere i requisiti richiesti dalla determina AIFA contattami pure. Assieme a Stefano Lagravinese, fondatore del sito web CRAsecrets.com mi occupo di supportare i centri sperimentali nella creazione del sistema di qualità e delle Procedure Operative Standard.

 

Chiama per una telefonata non impegnativa al +39 393 8452301 o scrivi a phase1[chiocciolina]CRAsecrets.com

 

Giorgia Latteri