L’effetto COVID-19 sulla ricerca clinica oncologica

A cura di Marisabella Santoriello

Revisione di Francesca Falasco

Oggi l’OsservatorioCOVID19 si occuperà dell’impatto della pandemia COVID-19 sugli studi clinici oncologici. In seguito al dilagare della pandemia COVID-19, in tutto il mondo si è assistito ad una repentina riorganizzazione della ricerca clinica, ad esempio con la diffusione di numerosi studi clinici COVID-19 (https://crasecrets.com/covid-19-in-italia-dove-vengono-sperimentati-i-farmaci/) e con la digitalizzazione degli studi clinici (https://crasecrets.com/vantaggi-e-svantaggi-della-digitalizzazione-degli-studi-clinici-ai-tempi-della-pandemia-covid-19/).Ben diversa è stata la situazione della ricerca clinica oncologica che ha subito, almeno nelle fasi iniziali della pandemia, un brusco rallentamento. In questo articolo saranno analizzati i limiti e le criticità che gli sperimentatori e gli sponsor hanno dovuto affrontare e superare durante l’emergenza COVID-19 nella gestione degli studi clinici, in particolare quelli sul cancro.

COVID-19, presente e futuro degli studi clinici oncologici

Il lungo periodo di lockdown imposto dalla pandemia di COVID-19 ha stravolto diversi ambiti della nostra vita, come quello lavorativo, sociale e sanitario. Le strutture sanitarie in tempi brevissimi hanno dovuto ristabilire le loro priorità e questo ha influenzato soprattutto gli studi clinici sul cancro.

A tal proposito il Cancer Research Institute (CRI), in collaborazione con IQVIA, ha condotto un’indagine che ha coinvolto 36 ricercatori impegnati nella conduzione di studi clinici in diversi istituti dislocati in tutto il mondo (https://www.nature.com/articles/d41573-020-00093-1). Quest’indagine ha fornito un’istantanea della situazione dei trial clinici oncologici dal 23 marzo al 3 aprile 2020. Almeno nella fase iniziale della pandemia molti centri sperimentali con trial clinici oncologici in corso hanno dovuto rimandare o cancellare le visite per evitare che i partecipanti si ammalassero di COVID-19. Nella fase successiva alcuni di essi si sono riorganizzati con la telemedicina proprio per garantire ai pazienti la sicurezza attraverso la continuità delle cure e l’assistenza direttamente a casa, evitando trasferte ospedaliere “pericolose” a causa del rischio contagio. Altri, invece, hanno optato per una sospensione temporanea dello studio la cui durata è ancora da definirsi in quanto si teme una seconda ondata di COVID-19. Purtroppo la digitalizzazione degli studi clinici ha salvato solo in parte gli sperimentatori e i monitor dalla marea di query aperte in seguito alle deviazioni al protocollo prodotte durante il lockdown. Un destino diverso ha invece investito gli studi clinici in fase di attivazione, per alcuni dei quali è stato difficile se non impossibile anche l’arruolamento dei pazienti.

Le limitazioni negli spostamenti, la drastica riduzione delle visite di follow-up e il fatto che molti pazienti arruolati abbiano contratto l’infezione da coronavirus durante lo studio clinico rappresentano delle criticità che hanno avuto dei risvolti importanti sui risultati dei trial clinici oncologici, che di fatto potrebbero risultare alterati.

Ciò nonostante, non va dimenticato che per molti pazienti oncologici la possibilità di essere arruolati in uno studio clinico rappresenta la strada migliore per la cura della patologia, e che quindi anche durante la pandemia sarebbe opportuno non interrompere lo studio ma al massimo modificarne leggermente le tempistiche di svolgimento mettendo in atto di volta in volta le più opportune soluzioni tecnologiche.

Marisabella Santoriello

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Dopo il dottorato in Scienze Farmaceutiche e oltre sette anni di esperienza nella Ricerca Pre-clinica presso aziende farmaceutiche e CRO, mi sono appassionata al mondo della Ricerca Clinica partecipando al corso di alta formazione in Ricerca Clinica Missione CRA (www.missionecra.com).

Francesca Falasco

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Attualmente Data Manager, ho formato la mia mente scientifica come ricercatrice durante il corso di laurea magistrale in Medical Biotechnologies e la successiva esperienza all’estero. Il mio interesse per il mondo della Ricerca Clinica è affiancato da una forte passione per la scrittura e la comunicazione scientifica, ambiti che sto approfondendo attraverso specifici corsi di formazione.