Lavorare nel life science: l’Italia è tra i 10 migliori paesi al mondo

A cura di Claudio Mostaccio

 

In un periodo storico in cui paesi come la Cina e l’India sono in forte espansione in quasi tutti i settori economici, non manca tra quest’ultimi anche quello farmaceutico, o più in generale quello riguardante le Scienze della Vita. Nonostante questo, il divario con l’Europa e gli Stati Uniti è ancora enorme. D’altronde, i grandi capitali e la forte domanda di prodotti farmaceutici sono ancora in occidente. Nel vecchio continente e negli Stati Uniti, infatti, sistemi sanitari più efficienti e trasparenti permettono uno sviluppo e un consumo farmaceutico maggiore. Le aziende, così, possono far arrivare i propri prodotti “sul bancone” dopo congrui controlli.

 

Con l’avvento della globalizzazione del settore farmaceutico vi è stato un aumento della domanda di professionisti con background ed esperienze acquisite nei diversi mercati globali. Infatti, in un’ottica di avanzamento di carriera possono essere prese in considerazione opportunità lavorative fuori dal proprio territorio nazionale, e queste possono rappresentare, ormai, un plus da evidenziare in grassetto nel proprio curriculum.

 

Prendendo spunto da una guida redatta da ProClinical sulle migliori posizioni lavorative nel campo delle Life Science in questo periodo storico, è stata redatta una classifica sui paesi più sviluppati e all’avanguardia in questo campo. Nella redazione di questa particolare classifica sono stati considerati diversi fattori come il fatturato, l’innovazione e il numero di occupati. In questa top ten troviamo:

 

  1. Canada

Paese che va sempre più incontro ad un progressivo invecchiamento della popolazione e, di conseguenza, ad una previsione di aumento delle vendite fino a 20,3 miliardi di dollari entro il 2020. Il settore pharma impiega oltre 26.000 persone, con un extra di 100.000 nell’indotto. Nella sola provincia dell’Ontario si trovano le sedi di oltre 2000 società del settore Salute che danno lavoro a 60.000 addetti. Tra le prime 10 aziende farmaceutiche in Canada troviamo sia aziende autoctone come Apotex e Colbalt, ma anche società di fama mondiale come Novartis e Pfizer.

 

  1. Spagna

Con circa 200.000 occupati nel settore Scienze della Vita, la Spagna si attesta tra i primi paesi per nuove opportunità lavorative. Il paese vanta una forte attenzione all’innovazione grazie ai cospicui finanziamenti erogati dallo Stato, destinati soprattutto a progetti di ricerca con ospedali e centri accademici. Grande attenzione è rivolta anche alle biotecnologie. Nel settore Ricerca e Sviluppo il 50% degli occupati è rappresentato da donne. Si prevede che il fatturato nel settore Pharma in Spagna arrivi a sfondare il tetto di 25 miliardi di dollari entro il 2021. Cifre queste dovute ad aziende sia locali che multinazionali come Sanofi e Merck.

 

  1. Regno Unito

È sede di due delle prime 10 aziende farmaceutiche, GlaxoSmithKline (GSK) e AstraZeneca. Nonostante il fatturato delle industrie farmaceutiche, biotech e dei dispositivi medici abbia superato la cifra soglia di 30 miliardi negli ultimi anni, il Regno Unito deve fare fronte alle incertezze dovute alla Brexit. Per contrastare questo mutevole panorama il governo ha aumentato gli investimenti nel settore della ricerca di 2 miliardi di sterline l’anno. Il Regno Unito rimane, comunque, uno dei principali attori al mondo del settore Salute con oltre 73.000 impiegati e una previsione di crescita del fatturato entro il 2020 di altri 15 miliardi circa.

 

  1. Italia

Il Bel Paese svolge, ormai, un ruolo primario in Europa nella produzione farmaceutica. Nel 2017 il mercato farmaceutico italiano ha avuto un valore di 31,2 miliardi di Euro, grazie al boom dell’export che sfiora i 25 miliardi (l’Italia è tra i più forti esportatori in Europa). L’industria farmaceutica conta 200 aziende, 65.400 addetti, 6.400 ricercatori e 2,8 miliardi di investimenti in produzione e ricerca nel 2017. Il paese sta affrontando una forte concorrenza dei mercati emergenti come Brasile e Cina, ma la forte presenza di molte aziende leader in Italia, come Pfizer e AbbVie, contribuirà ad aumentare ulteriormente la ricerca e lo sviluppo nei prossimi anni.

 

  1. Giappone

È previsto un aumento, entro il 2020, del valore del mercato farmaceutico giapponese fino a raggiungere la cifra di 72 miliardi di dollari. Anche nel paese del Sol levante lo sviluppo del mercato è dovuto principalmente al progressivo invecchiamento della popolazione, ma incidono altri fattori come le diffuse patologie legate allo stile di vita, il diabete e le malattie cardiache.

Il Giappone ha ancora una forte preferenza per i farmaci brevettati ma dovrà entrare nel mercato dei farmaci generici per soddisfare la crescente domanda.

 

  1. Svizzera

Entrando nel top five troviamo subito la Svizzera. Nel piccolo Stato trovano sede due colossi farmaceutici come Novartis e Roche. Secondo dati risalenti a qualche anno fa l’industria farmaceutica svizzera da sola impiega circa 40.000 persone in oltre 240 società. Il paese ha anche molte delle migliori università all’avanguardia nella ricerca, facendo quindi della Svizzera il paese più innovativo non solo in Europa, ma a livello globale.

 

  1. Singapore

È diventata ormai un hub del settore Pharma con la presenza di aziende come Johnson & Johnson e Merck, oltre numerose altre aziende locali. L’industria biofarmaceutica di Singapore impiega circa 6.000 persone e altri 9.000 lavorano nel settore MedTech. Tra il 2011 e il 2015, Singapore ha investito circa 16 miliardi di dollari per sostenere la ricerca e l’innovazione nei dispositivi medici e nelle industrie farmaceutiche, eventi che hanno portato agli aumenti salariali più alti (4,4%) nel 2017 per gli occupati del settore Pharma.

 

  1. Francia

Sul gradino più basso del podio si trova la Francia con i suoi 99.000 occupati. Poiché la Francia è un leader mondiale nel settore dei vaccini, il paese impiega altre 23.000 persone a supervisionare oltre 750 progetti di vaccini in tutto il mondo. Sanofi, tra le aziende leader a livello globale, ha sede proprio in Francia. Anche altre multinazionali hanno una base in Francia, compresi i giganti giapponesi Takeda e Otsuka e altri come Bayer, Eli Lilly e Ipsen.

 

  1. Germania

La previsione del valore del mercato farmaceutico tedesco entro il 2020 è di 65 miliardi di dollari

La principale azienda farmaceutica del paese, la Bayer, impiega 30.000 addetti in 19 siti solo in Germania. Il paese vanta una ricerca all’avanguardia e spende oltre 6 miliardi di dollari l’anno in Ricerca e Sviluppo, fornendo un ambiente altamente innovativo per i professionisti che vi lavorano. C’è anche una crescita sostanziale nell’industria biofarmaceutica, con i biofarmaci che rappresentano il 15% delle nuove approvazioni di farmaci.

 

  1. Stati Uniti d’America

Il fatturato del settore farmaceutico negli USA ha raggiunto negli ultimi anni la cifra monstre di 450 miliardi di dollari. Basterebbe solo questo dato a posizionare gli Stati Uniti nella prima posizione di questa top ten. Ma qui sono presenti anche ben 6 delle 10 migliori aziende farmaceutiche al mondo come Pfizer, Amgen e Johnson & Johnson, che offrono molte opportunità di lavoro nel settore Life Sciences. Anche molte aziende straniere hanno stabilito il loro quartier generale negli Stati Uniti. Ci sono anche numerose compagnie biotecnologie all’avanguardia che si stanno impegnando sull’immunoterapia e l’oncologia. Il mercato farmaceutico statunitense è il più importante del mondo, detiene il 45% del mercato globale e ha sempre aperto la strada in termini di innovazione e ricerca. Al momento, gli Stati Uniti sono in prima linea nello sviluppo di farmaci in oncologia, diabete e malattie autoimmuni, che sono tra le maggiori minacce per la salute nel mondo. Alcune delle città “più pharma” sono Boston, San Francisco, Philadelphia e Seattle.

 

Fonte: www.proclinical.com

 

 

Claudio Mostaccio

 

Dopo aver conseguito la laurea magistrale in Biotecnologie Mediche all’Università degli Studi di Messina mi sono tuffato immediatamente nel mondo della ricerca clinica. Già durante i miei studi universitari, infatti, dedicavo gran parte del tempo ad appassionarmi e a documentarmi su questo settore.

A Maggio 2018 ho avuto modo di seguire un corso di alta formazione di 40 ore in ricerca clinica a Bologna (Missione CRA), esperienza durante la quale ho arricchito enormemente le mie skills nel campo della sperimentazione clinica avendo come mentori Stefano Lagravinese e Carla Polimeni.

Da Luglio 2018 sono Clinical Research Coordinator tirocinante presso il Centro di Ricerche Cliniche dell’Istituto di Ematologia “Seràgnoli” del Policlinico Sant’Orsola di Bologna. Divido la mia giornata lavorativa partecipando anche alle attività della Start Up Unit dello stesso reparto. Sto imparando sul campo “il mestiere” grazie all’enorme mole di studi clinici che seguiamo (di alcuni dei quali l’istituto “Seràgnoli” è anche il centro promotore e coordinatore) e grazie anche alla qualità del lavoro che è senz’altro notevole.

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