Il disinteresse del Sud per gli studi clinici indipendenti

Di Vincenzo Alba

 

Non è sicuramente la prima volta che ne parliamo, qui sulle pagine di CRAsecrets, ma è innegabile come l’immagine restituita dalla nostra penisola, circa le attività inerenti la ricerca clinica, sia quella di un Paese in viaggio a due velocità diverse. Nelle regioni settentrionali il numero di studi clinici condotti è decisamente maggiore, se confrontato con quanto avviene a livello, sia delle regioni centrali, sia delle regioni meridionali. Prendiamo come riferimento gli studi clinici in ambito oncologico registrati sul sito dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM): il numero di studi risultanti nelle regioni del Nord è pari a 324, nel centro questo numero si riduce a 186, mentre tra Sud e isole ne risultano 183.

Non c’è da stupirsi del divario Nord/Sud che emerge, soprattutto per quanto riguarda gli studi profit: gli sponsor hanno la logica tendenza a prediligere le aziende sanitarie settentrionali perché quest’ultime hanno sviluppato molta più dimestichezza nella conduzione degli studi clinici e, in molti casi, hanno istituito unità (note come Clinical Trial Center o CTC), dedicate alla ricerca clinica, garantendo elevati standard di efficienza e qualità.

L’Agenzia Italiana del Farmaco pubblica con cadenza annuale un bando i cui vincitori possono accedere a considerevoli fondi destinati a studi clinici no-profit. Per il Bando AIFA 2018 la somma totale stanziata ammonta a 1.500.000 euro. I bandi per finanziare la ricerca clinica indipendente rappresentano un’ottima opportunità di sviluppo per le aziende sanitarie sparse su tutto il territorio nazionale. Tuttavia, dall’analisi dei dati relativi allo scorso Bando AIFA 2017, emerge la notevole differenza tra la quantità di studi presentati dal Sud e quelli presentati dal Nord. Il numero totale di studi inoltrati all’AIFA dalle regioni meridionali ammonta a 55; invece, quelli inoltrati dalle regioni settentrionali sono stati ben 188, di cui 114 dalla sola Lombardia.

Di seguito la distribuzione delle domande presentate dal Mezzogiorno. A partire dalla Sicilia, con 9 progetti, troviamo l’Azienda Ospedaliera Policlinico Universitario “G. Martino” di Messina, vincitrice con uno studio sul tumore ipofisario secernente. In Calabria il numero di studi si contrae a 5, 2 dei quali orientati sulla neurologia. In Puglia le domande presentate sono state in totale 7, con 2 proposte di studio che avevano come indication il diabete. Il Molise ha elaborato soltanto 2 studi, uno dedicato alla prevenzione del rischio cardiovascolare, l’altro all’utilizzo degli antibiotici in età pediatrica. L’osteoporosi era la tematica dell’unico studio presentato dalla Basilicata. La più virtuosa tra le regioni del Sud è stata, senz’altro, la Campania, la quale ha inoltrato ben 31 progetti all’AIFA, di cui uno, incentrato sull’atassia di Friedreich, risultato poi vincitore. Lo studio presentato dall’Università degli Studi Federico II di Napoli, inerente l’atassia di Friedreich, è riuscito ad ottenere la sovvenzione dell’Agenzia del Farmaco.

Il Bando AIFA 2018 ha una scadenza fissata per le ore 18:00 del 30 Luglio 2019. C’è da augurarsi che la partecipazione di Sicilia, Calabria, Puglia, Molise, Basilicata e Campania sia più consistente delle annate precedenti: infatti, appare chiara la scarsa consapevolezza del Meridione rispetto alle opportunità di finanziamento, che potrebbero altresì essere interpretate come un generale disinteresse verso gli studi clinici.

Di Vincenzo Alba

Appassionato di scienza e tecnologia, mi sono interessato alla ricerca clinica, inizialmente per semplice curiosità, ancor prima di terminare i miei studi in Farmacia, presso l’Università Aldo Moro di Bari. La curiosità è diventata pian piano passione, che mi ha spinto ad approfondire le tematiche connesse al mondo della ricerca clinica, attraverso il corso di alta formazione Missione CRA, nella inedita edizione “School”. Conseguita l’abilitazione all’esercizio della professione di farmacista, desidero poter contribuire con il mio lavoro allo sviluppo di nuove opportunità terapeutiche.