Il consenso informato? Da oggi diventa multimediale.

L’e-larning sbarca al Policlinico di Abano Terme: l’ospedale padovano, grazie ad un esperimento innovativo che punta ad una maggiore consapevolezza e tutela dei pazienti, ha infatti lanciato nelle ultime settimane una piattaforma multimediale che potrebbe ben presto sostituire il classico formato cartaceo del consenso informato.

Due i punti chiave del progetto: in primis, superare l’eccessivo tecnicismo del modulo tradizionale del consenso,  troppo spesso caratterizzato da termini scientifici poco comprensibili e lunghe descrizioni di rischi e complicanze associate agli interventi chirurgici.

Sfruttando, invece, l’immediatezza di contenuti audio e video e l’interattività multimediale, il paziente potrà ascoltare una “lezione” semplice e dettagliata in merito all’operazione, visualizzare l’iconografia anatomica associata, ottenere informazioni rapide circa la procedura chirurgica e il tipo di anestesia, e tutto questo direttamente dal suo pc domestico o, in alternativa, nelle aule didattiche messe a disposizione dal Policlinico nel giorno di pre-ricovero.

Al termine della navigazione, il paziente dovrà verificare l’effettiva comprensione dei contenuti mostrati tramite un test,  realizzato dagli stessi medici che effettuano i diversi interventi chirurgici: se una o più risposte date risultano errate, il percorso multimediale riporta automaticamente alla pagina contenente le informazioni relative alla domanda non risolta, al fine di assicurare che il paziente abbia recepito appieno il significato della lezione informativa.

Il secondo cardine del progetto consiste nel riportare il paziente e i suoi diritti “al centro” degli obiettivi del consenso informato: il modulo cartaceo, infatti, si poneva da tempo come uno strumento volto maggiormente ad una tutela del medico che non ad una reale informazione del paziente stesso. Il ricorso a contenuti multimediali e interattivi non solo consente al medico di adempiere ai suoi obblighi sanitari ed istituzionali, ottimizzando anche i tempi del colloquio pre-ricovero, ma soprattutto velocizza l’acquisizione di informazioni semplici e chiare per il paziente, garantendogli in tal modo una scelta terapeutica che sia davvero consapevole.

Laura Nasto

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