Farmaci sfusi in farmacia: il Direttore Generale AIFA annuncia l’avvio della sperimentazione

A cura di Vincenzo Alba

 

La lotta agli sprechi all’interno del sistema sanitario nazionale è un tema quanto mai attuale. Tra le voci che incidono di più in bilancio vi è sicuramente la spesa farmaceutica, che si cerca di ridurre di anno in anno, ponendo al bando ogni tipo di spreco.

 

Una soluzione potrebbe essere quanto avviato poche settimane fa all’interno della nostra agenzia del farmaco. Il direttore generale AIFA Luca Li Bassi, ha annunciato, davanti alle telecamere della rubrica di approfondimento “Fuori Tg” del Tg3, che è stata avviata la valutazione della cosiddetta dispensazione unitaria dei farmaci. In altri termini, la nostra autorità competente in campo farmaceutico sta valutando la possibilità di vendere farmaci sfusi.

 

Ecco l’intervista al Direttore Generale AIFA Luca Li Bassi.

 

Dispensare i farmaci in maniera unitaria vuol dire consegnare al paziente esattamente il dosaggio corrispondente alla prescrizione, né più né meno. Di conseguenza, si abolirebbero le dosi superflue rispetto alla necessità terapeutica. L’intento è quello di evitare, a terapia ultimata, situazioni in cui, ad esempio all’interno un blister, avanzino delle compresse, le quali verranno quasi sicuramente gettate, dopo esser state conservate fino alla loro data di scadenza. Le compresse rimanenti potrebbero andare a coprire le prescrizioni di altri pazienti, il fatto che rimangano inutilizzate rappresenta altrimenti uno spreco di denaro pubblico.

 

Li Bassi spiega che lo studio di percorsi di applicazione per i farmaci sfusi è previsto dal documento della governance farmaceutica, ma che in realtà segue una proposta del Ministro Grillo, risalente alla scorsa legislatura.

 

Un gruppo di lavoro interno ad AIFA si sta occupando delle valutazioni necessarie, tenendo a riferimento realtà internazionali in cui i farmaci vengono già dispensati secondo tale modalità. Stando alle parole di Li Bassi, nell’arco di qualche mese l’Agenzia dovrebbe essere pronta con un progetto pilota, definito il quale si procederà con il confronto con tutte le parti interessate, partendo dalle industrie e passando per medici, farmacisti ed ovviamente giungendo all’utenza finale: i pazienti.

 

Inizialmente, la dispensazione unitaria dei farmaci riguarderà un numero circoscritto di classi terapeutiche, come anche di produttori e farmacie, al fine di individuare eventuali criticità nei meccanismi operativi. Si procederà man mano ad allargare le classi terapeutiche coinvolte ed il bacino d’utenza.

 

Per quanto riguarda i tempi di attuazione, Li Bassi non si sbilancia: “È un progetto che vogliamo fare bene. Vogliamo guardare anche ad un cambiamento culturale nel prescrittore, nel farmacista e nell’utente.” Il direttore generale AIFA ritiene che la dispensazione unitaria potrebbe essere ben accolta anche dalle compagnie farmaceutiche, perché permetterebbe di rendere più efficiente la produzione e risparmiare sui costi. Nei paesi dove questo sistema di dispensazione è già in pratica (soprattutto in quelli anglosassoni), i medicinali non vengono consegnati all’interno di migliaia di pacchetti, ma all’interno di grandi contenitori, abbattendo i costi del packaging, relativamente non solo alla progettazione, ma anche alle materie prime. In altri paesi anche il foglietto illustrativo viene stampato solo all’occorrenza e direttamente dal farmacista. Tutto rientra in un approccio che è volto al ridurre al minimo gli sprechi, con un’occhio di riguardo per l’ambiente, il che non guasta mai.

 

Li Bassi ammette che è un cambio culturale che dovrà coinvolgere necessariamente tutti le parti in gioco, sarà quindi necessario impostare la giusta comunicazione per affiancare questo cambiamento.

 

Il Ministro della Salute Giulia Grillo ha commentato positivamente quanto dichiarato da Li Bassi, asserendo si tratti di un grosso passo in avanti contro lo spreco di farmaci e la riduzione della spesa farmaceutica.

 

Vincenzo Alba