Autorizzato nuovo studio clinico sulle immunoglobuline umane polivalenti somministrate ad alte dosi (IVIG)

Studio prospettico interventistico IVIG/H/Covid-19

A cura di Davide Di Tonno

Revisione di Francesca Falasco

Aumentano sempre più gli studi clinici sul COVID-19 per trovare una valida terapia contro il nuovo Coronavirus. Oggi infatti per OsservatorioCOVID-19 parleremo del nuovo studio clinico IVIG/H/Covid-19 autorizzato da AIFA.

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L’ultimo studio autorizzato da AIFA si chiama IVIG-H-COVID-19 ed è uno studio prospettico e interventistico che intende valutare l’effetto del trattamento con immunoglobuline umane polivalenti somministrate ad alte dosi (IVIG) combinato con eparina a basso peso molecolare (LMWH) in una popolazione di pazienti affetti da COVID-19 – ospedalizzati – che sono in una fase precoce della malattia.

In particolare, esso ha come obiettivo ottenere informazioni riguardo il possibile approccio terapeutico che ha lo scopo di proteggere dalla progressione dello stato infiammatorio causato dal COVID-19.

Lo studio multicentrico è coordinato dall’AUO Policlinico Umberto I Roma Centro di Riferimento regionale per le Immunodeficienze primitive – e prevede una durata di sei mesi.

Nello specifico, si prevede l’arruolamento di 30 pazienti COVID-19 con primi sintomi di stress respiratorio. A questi ultimi saranno somministrate per via intravenosa immunoglobuline polivalenti (IVIG) per cinque giorni consecutivi. Successivamente andranno incontro a follow up clinico e immunologico per sei mesi.

Il primo giorno di trattamento verranno effettuate una serie di analisi (stato clinico, emogasanalisi arterioso, CRP, PT, PTT, INR, D-dimer, ecc) che si ripeteranno dopo il primo ciclo di trattamento con le IVIG e il trentesimo giorno dalla prima somministrazione del farmaco sperimentale.

Anche se lo studio clinico mira a valutare l’efficacia del piano terapeutico contro lo stato infiammatorio che caratterizza i pazienti COVID-19, è opportuno fare una riflessione sull’utilizzo di anticorpi come possibile cura.

In base alle recenti osservazioni, il cosiddetto plasma iperimmune ha suscitato opinioni contrastanti durante la pandemia. I trial clinici avviati in Italia per testare l’efficacia del plasma iperimmune, seppur ancora in fase preliminare, fanno ben sperare. Tuttavia, la terapia presenta anche degli svantaggi che devono essere necessariamente superati da cure altrettanto valide. Infatti, solo circa il 30% dei potenziali donatori di plasma iperimmune risulta idoneo per la donazione, ma c’è dell’altro; il plasma iperimmune è raccolto necessariamente da un paziente che ha contratto il Coronavirus: per questo motivo la plasmaterapia è considerata una terapia di emergenza efficace, ma poco vantaggiosa a lungo termine.

L’utilizzo di immunoglobuline, invece, rappresenta un’ottima alternativa, in quanto queste ultime possono essere prodotte in laboratorio in quantità illimitata e per un numero infinito di volte. Grazie a moderne tecniche di ingegneria genetica si potrebbero usare solo gli anticorpi necessari e ad una concentrazione ottimale per i pazienti che devono ricevere le cure.

Anche se la messa a punto di una possibile cura contro il COVID-19 sembra appartenere ad un futuro piuttosto lontano, gli sforzi di scienziati e professionisti che lavorano in ricerca clinica porteranno presto a risultati promettenti.

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Davide Di Tonno

https://www.linkedin.com/in/davide-di-tonno/

Laureato in Biologia Molecolare e Genetica presso l’Università degli studi di Pavia. Dopo l’esperienza Erasmus presso il Netherlands Cancer Institute (NKI) ho scoperto la ricerca clinica partecipando al corso di alta formazione in Ricerca Clinica missioneCRA (www.missionecra.com), e ora sono fermamente convinto di voler farne parte.

Francesca Falasco

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Attualmente Data Manager, ho formato la mia mente scientifica come ricercatrice durante il corso di laurea magistrale in Medical Biotechnologies e la successiva esperienza all’estero. Il mio interesse per il mondo della Ricerca Clinica è affiancato da una forte passione per la scrittura e la comunicazione scientifica, ambiti che sto approfondendo attraverso specifici corsi di formazione.