Red Biotech Companies: Biotech “Core Business”

Le aziende “Pure Biotech” si definiscono e differenziano dalle aziende farmaceutiche sulla base del loro “Core Business”. Infatti, le “Pure Biotech” si occupano dello sviluppo di nuovi prodotti terapeutici o diagnostici esclusivamente biotecnologici, mentre nelle Big Pharma lo sviluppo del prodotto biotecnologico è complementare a quello dei prodotti di sintesi tradizionali.

Inoltre, mentre le compagnie “Pure Biotech” sono impegnate nei primi stadi dello sviluppo del processo R&D (scoperta e sviluppo pre-clinico), le Big Pharma sono coinvolte nelle fasi terminali e nella commercializzazione.

 

Le attività delle Red Biotech hanno diversi campi di applicazione:

 

  1. Diagnostici: Lo sviluppo di dispositivi diagnostici avanzati ha avuto una forte accelerazione nelle ultime decadi: le nuove tecniche di analisi permettono di rilevare le malattie in fase remota, e tramite lo studio dell’epigenetica, cercare di colmare il vuoto tra la loro diagnosi precoce e lo sviluppo di dispositivi terapeutici per il loro trattamento. Il termine epigenetico si riferisce a modificazioni chimiche che avvengono nella cellula, che portano ad una alterazione stabile nel tempo, non necessariamente ereditaria, nella potenziale trascrizione della cellula. Il termine si riferisce anche a modifiche funzionalmente rilevanti nel genoma che non involvono cambi nella sequenza nucleotidica. Da qui, il loro potenziale uso come biomarkers, nella diagnostica ma anche nel monitoraggio di usa conseguente terapia farmacologica.

 

  1. Terapia Avanzate: Advanced therapy medicinal products (AT) includono una differente gamma di prodotti interventistici definiti come terapia genica, terapia cellurare ed ingegneria tissutale, e rappresentano uno dei segmenti più promettenti della Red Biotech, in termini di innovazione e progresso terapeutico. Inoltre, è un argomento di dibattito attualissimo in relazione all’utilizzo di cellule staminali.

 

  1. Terapeutici e pipeline italiana:

    Analisi per fase di sviluppo: Sulla base dei dati raccolti da Assobiotec per l’anno 2013, 33 farmaci in più rispetto allo scorso anno sono in sperimentazione clinica, che è la differenza tra il più alto numero di trial condotti da sussidiari italiani delle Big Pharma (+31) e compagnie pure Biotech (+4), e 2 farmaci originati da comagnie farmaceutiche a capitale italiano. Analizzando il portfolio delle compagnie, si osserva che più della metà delle compagnie, (64%) ha almeno un farmaco in fase preclinica , 13% sono in Fase I, 10% in Fase II, ed il 13% hanno almeno un farmaco in Fase III . La percentuale crescente di compagnie con almeno un prodotto in fase preclinica, (64% in 2013 vs. 50% in 2010) è in linea con il numero crescente di start-ups e spin-offs innovative nel corso degli ultimi anni.

    Analisi per area terapeutica: La struttura demografica e l’evoluzione della popolazione ha una influenza diretta sulla sua epidemiologia e, come risultato, sulle priorità della ricerca nel campo delle Scienze della Vita. Il complessivo invecchiamento della popolazione, infatti, è uno dei principali problemi che le autorità sanitarie hanno nel mondo occidentale, ed in Europa in particolare.

    Negli ultimi 30 anni, il numero di morti causate da disturbi cardiovascolari è diminuita del 16% rispetto all’aumento del 42% di morte per tumori e di disturbi neurologici, psichici e comportamentali (Fonte ISTAT e ISS). Sulla base di ciò è evidente che l’intera pipeline vede come area terapeutica dominante l’oncologia con oltre il 40% dei farmaci in sperimentazione

    (Fase II considerando solo le compagnie pure biotech) seguita da disordini infiammatori ed autoimmuni (13% dei farmaci), disturbi neurologici (9%), ed in fine disturbi metabolici, epatici ed endocrini (9%).

    Più nello specifico, le compagnie pure biotech hanno condotto progetti clinici relativi al trattamento di disturbi ischemici e cerebrovascolari che sono tra i più frequenti disturbi aterosclerotici. Sono degni di nota anche farmaci per il trattamento di disturbi muscolo-scheletrici, di cui più del 60 % sono in sperimentazione clinica: 30% di questi sono anticorpi monoclonali mentre un altro 30% sono prodotti AT.

    Analisi per tipo di prodotto: La percentuale di farmaci di derivazione biofarmaceutica è aumentata progressivamente dal 36% del 2009 al 45% del 2013 contro le molecole a basso peso molecolare diminuite dal 45% al 33% nello stesso arco temporale. Limitando l’analisi alle fasi di sperimentazione clinica, i farmaci biotech con il numero più elevato di trials sono gli anticorpi monoclonali; 80% di questi studi sono condotti da compagnie a capitale straniero ed il 15% da compagnie pure biotech. (Fonte Assobiotec)

 

 

 

 

Elettra Nunziante (check out also my LinkedIn Profile)

 

Fonte: Assobiotec