Più trasparenza nei risultati dei trials clinici: AllTrials.net lancia una petizione internazionale a favore della condivisione pubblica dei dati

 

Dal più semplice antidolorifico al più sofisticato chemioterapico, tutti i potenziali trattamenti farmacologici, prima di essere approvati per l’uso, vengono sottoposti ai protocolli dei trials clinici al fine di verificarne i requisiti di sicurezza, efficacia ed eticità. Troppo spesso, però, nonostante gli sforzi per assicurare la registrazione dei trials e la pubblicazione dei risultati, gran parte dei dati ottenuti dagli studi sull’uomo rimane chiusa a chiave nei cassetti delle case farmaceutiche.

A lanciare un forte appello al cambiamento è la petizione promossa da AllTrials, un gruppo di organizzazioni internazionali impegnate nel mondo della scienza e della medicina guidato da Bad Science, Sense About Science, BMJ, James Lind Alliance, Centre for Evidence-based Medicine, con lo scopo di esortare i governi, le agenzie regolatorie e gli enti di ricerca a intraprendere le azioni necessarie a garantire che tutti i trials clinici, passati e presenti, siano registrati e che tutti i risultati siano in ogni momento consultabili.

Avere a disposizione tutti i dati in merito a ogni trattamento è cruciale per determinare i fattori di rischio e beneficio ad esso associati e permettere sia ai medici che ai pazienti di prendere decisioni informate circa la miglior soluzione terapeutica disponibile, evitando inutili ripetizioni di sperimentazioni su persone e animali. Allo stato attuale, è emerso che circa la metà dei trials clinici non è mai stata pubblicata, metà, quella rimasta nell’ombra, che, se svelata, avrebbe molto probabilmente danneggiato i profitti delle industrie.

Ci aspettiamo che i corpi regolatori valutino le migliori evidenze disponibili, non soltanto la metà. I risultati mancanti degli ultimi venti anni costituiscono opportunità mancata per imparare dagli esiti di quelle ricerche e svilupparne una parte alla luce delle nuove scoperte”, afferma Tracy Brown, direttrice di Sense About Science.

Dal canto loro, i rappresentanti delle industrie sono intenzionati a tutelare la proprietà intellettuale e a concedere l’apertura dei suddetti cassetti soltanto dopo un’attenta valutazione caso per caso. Ogni aspetto dei dati ottenuti nei trials può essere considerato commercialmente confidenziale e, sotto la veste della confidenzialità, i dati possono essere legittimamente trattenuti.

Il problema è stato messo da parte per troppo tempo”, denuncia Ben Goldacre, medico e autore del bestseller ‘Bad Science’ e del nuovo successo ‘Bad Pharma’. “Molti dei farmaci in uso sono vicini alla scadenza dei loro brevetti e, quando questo accadrà, sarà ancora più difficile risalire alle informazioni che sono state trattenute. Per questo è importante agire adesso firmando la petizione di AllTrials. Le industrie e le Università devono condividere i risultati dei trials: senza queste informazioni, i medici sono fuorviati e i pazienti vengono danneggiati”.

Quando la ‘prescrizione’ viene dai pazienti

Al coro della protesta, si è aggiunta la voce di 53 partecipanti a diversi trials clinici che hanno scritto all’EMA sostenendo che la mancanza di una regolazione che garantisca la piena pubblicazione dei risultati, costituisce un “tradimento della fiducia nostra e delle famiglie dei pazienti con diagnosi terminale che volontariamente hanno partecipato ai trials”.

La lettera, indirizzata al Direttore Esecutivo dell’EMA, Dr Guido Rasi, fa presente che i partecipanti, alcuni sani e altri con condizioni mediche, hanno dato il consenso a prendere parte agli studi con la convinzione di “aiutare a migliorare la conoscenza e i trattamenti”, realizzando adesso di “essere stati ingannati”.

Rimarcando le argomentazioni portate avanti dalla petizione, i firmatari chiedono al Dr Rasi di “mettere in atto misure per assicurare che, da questo momento in poi, i protocolli di tutti i trials clinici – a partire da quelli dal 1980 – siano resi disponibili su un registro pubblico”.

Con già più di 9000 firme raccolte, la petizione ha riscosso un grande successo, grazie anche all’adesione di importanti organizzazioni quali The Medical Research Council, The Cochrane Collaboration e BMJ Group. Per abbracciare la causa e dare il tuo contributo, visita il sito alltrials.net.

 

Di Francesca Caputo (Visita quì il mio profilo LinkedIn)

 

 

Fonti

quotidianosanita.it

evidencelive.org

badscience.net