Il Domperidone cede il passo allo Zenzero

A chi non è capitato almeno una volta nella vita di aver sofferto di nausea o di vomito?
E’ possibile che abbiate assunto in questi casi una molecola chiamata domperidone, che forse ricorderete meglio con i suoi nomi commerciali Motilium o Peridon.
Per anni il domperidone è stato largamente prescritto a pazienti di ogni età, e nonostante già qualche anno fa, l’Agenzia Europea del farmaco avesse posto le prime raccomandazioni su una prescrizione più prudente da parte dei medici, una significativa retromarcia è giunta solo l’anno scorso, a seguito di una nota Aifa che esortava i medici a prescriverlo dopo una accurata valutazione del rischio-beneficio, limitatamente ai casi di nausea e vomito. Fino a quel momento il farmaco era stato assunto anche in caso di reflusso gastroesofageo, difficoltà digestive e per aumentare la produzione di latte materno attraverso un uso off label.
Il farmaco agendo a livello centrale, può dare diversi effetti collaterali, anche cardiovascolari, di cui negli ultimi anni si era evidenziato un aumento.
Questo fattore ha favorito una più attenta prescrizione del domperidone soprattutto nelle popolazioni più vulnerabili, bambini ed anziani, ed un ricorso più frequente a sostanze naturali come lo zenzero (o ginger) non solo per i simpatizzanti della medicina tradizionale. Un sospiro  di sollievo giunge anche da quella parte di medici che poi tanto convinti della reale efficacia del domperidone non erano mai stati. Secondo questi l’effetto del farmaco si espleta nel giro di 6-8 ore, più o meno lo stesso tempo in cui una gastroenterite normalmente si risolve da sola. Con una premessa del genere assumere il domperidone, in alcuni casi, non darebbe alcun vantaggio, anzi esporrebbe solamente a dei rischi, in confronto trascurabili per lo zenzero.
In numerosi studi condotti su donne con nausea gravidica, lo zenzero è stato confrontato con placebo o altre sostanze non teratogene, come la vitamina B6, ed è risultato nella riduzione della nausea, superiore a placebo e simile alle altre sostanze non teratogene. É stato inoltre rassicurante verificare che in tutti gli studi effettuati non si sono evidenziati effetti collaterali e tossicità per il feto.

In altri studi clinici sono state invece arruolate pazienti sottoposte ad intervento ginecologico, in cui la nausea è stata controllata, con efficacia simile, dallo zenzero e da metoclopramide. Sì è visto inoltre in uno studio di volontari sani che lo zenzero accelera lo svuotamento dello stomaco e stimola le contrazioni antrali.
È stato anche osservato l’effetto gastroprotettore dello zenzero in un gruppo di ratti, con lesioni dello stomaco.

Ma oltre ad avere potere digestivo ed attenuare la nausea, lo zenzero si rileva una vera e propria panacea o, volendo usare un appellativo alla moda, un “superfood” con spiccate proprietà antiossidanti, drenanti, dimagranti, analgesiche ed antinfiammatorie. La sua attività antinfiammatoria ed antipiretica è comparabile a quella dell’acido acetilsalicilico ed è probabilmente dovuta all’inibizione della sintesi di prostaglandine. Di conseguenza è facile comprendere l’effetto positivo su pazienti affetti da artrite reumatoide, osteoartrite e mialgia, e su pazienti che soffrono di attacchi di emicrania. In diversi studi la sua efficacia è risultata sovrapponibile a quella di ibuprofene per il trattamento di osteoartrite della spalla o del ginocchio. Mentre nel caso di donne affette da dismenorrea, ha determinato un calo significativo della sintomatologia, con efficacia simile ad ibuprofene ed acido mefenamico.
Questo è solo un esempio di medicina tradizionale che torna alla ribalta, quando la sicurezza di un farmaco, apparentemente consolidata, viene rimessa in discussione. Ci si illude che anni di sperimentazione prima che un farmaco entri in commercio, siano sufficienti a “convalidarlo”, ma poi la pratica clinica insegna e dimostra altro. A noi non resta che riconoscere a ciascuno il suo: alla scienza importanti meriti ma anche il fatto di non essere sempre infallibile; alla medicina tradizionale di essere non solo memoria ma ancora una attuale risorsa.

 

Sull’Autrice Chiara Sammartino 

Lavoro da circa sei anni in una farmacia dove la maggior parte dei rimedi fitoterapici vengono preparati nel laboratorio interno e venduti come tinture madri, macerati glicerici, estratti secchi e tisane. Nel tempo, studiandone le proprietà e potendone constatare spesso gli effetti sui pazienti, mi sono sempre più convinta che la medicina tradizionale é una alternativa valida anche per disturbi rilevanti o per la prevenzione, attraverso un uso ciclico, di disturbi cronici. Per me rappresenta una alternativa valida da proporre soprattutto a quei pazienti troppo abituati ad un uso arbitrario e ad un abuso di farmaci.


3 thoughts on “Il Domperidone cede il passo allo Zenzero

  • Sergio

    Interessante articolo! Indispensabili parole spese sullo stato dell’arte. “A ciascuno il suo” perchè l’innovazione è anche nella migliore conoscenza della medicina tradizionale. Si rivalutano così i metodi attuali e non si dimenticano quelli passati che, come suggerisci: “…di essere non solo memoria ma ancora una attuale risorsa”. Condivido pienamente!!! :)

    Grazie, Sergio Chiandotto

  • Roberto

    Ho trovato l’articolo molto interessante e attuale. Un portare alla ribalta la medicina tradizionale, seppur in modo minimo, considerando la salute e la sicurezza del paziente. Se il domperidone non venisse più venduto, inoltre si farà un piccolo passo avanti dato che i costi del SSN verrebbero abbassati. Bisognerebbe, in un futuro, uguagliare la ricerca scientifica alla ricerca alimentare, in modo tale da ottimizzare l’efficacia e la sicurezza sul paziente. :)

  • francesca

    Credo che negli ultimi anni ci sia stato un vero boom su tutti i prodotti naturali, infatti secondo quanto emerge dalle stime pubblicate e divulgate al 24° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (Sana) a Bologna, i prodotti naturali sono i protagonisti di un grande business destinato a crescere, per tanto ora c’è un interesse maggiore rispetto al passato. Dovremmo studiarci tutti i prodotti naturali per poi scoprire che, forse, tanti farmaci possono essere sostituiti, così com’è successo per lo zenzero? Le proprietà dello zenzero sono risapute da tempo, però solo ora c’è un forte interesse.Credo pertanto che ci sia una forte attenzione mediatica e magari tra un po scopriremo che i prodotti naturali non sono del tutto certificati e controllati, come lo sono al contrario i farmaci, e ciò ci porterà ad una controtendenza.

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