Holoclar, storia di un sogno che si realizza


Parliamo di una storia. Una storia lunga più di vent’anni e fatta di intuizione, ricerca ed entusiasmo. Una storia di eccellenza che vede protagonista il nostro Paese, e che ha portato all’autorizzazione condizionata per l’immissione in commercio del primo medicinale per terapie avanzate a base di cellule staminali autologhe: Holoclar, un trattamento in grado di restituire la vista a coloro che hanno subito gravi ustioni alla cornea.

Si tratta sicuramente di un passo epocale compiuto nel campo della medicina rigenerativa, in quanto Holoclar è il primo prodotto per terapie avanzate a base di staminali ad essere stato approvato e formalmente registrato nel mondo occidentale.

Questa storia ha inizio nel Centro di Medicina Rigenerativa (CMR) Stefano Ferrari, dove nel 2008 è nata Holostem Terapia Avanzate, come spin-off dell’ Università di Modena e Reggio-Emilia, nei cui laboratori è stato sviluppato Holoclar. Per lo sviluppo di Holoclar è stata necessaria la partnership di Chiesi Farmaceutici, grazie a cui è stato possibile certificare il Centro di Medicina Rigenerativa di Modena come officina GMP (Good Manifacturing Practice), in accordo al Regolamento Europeo 1394/2007/CE. 

Tale Regolamento identifica i medicinali per terapia genica, i medicinali per terapia cellulare somatica e i prodotti di ingegneria tissutale, nei quali rientra Holoclar, come advanced therapy medicinal products (ATMPs), equiparandoli sostanzialmente ai farmaci. L’impiego clinico di tale prodotti deve allora sottostare alle linee guida di Good Manifacturing Practises, al fine di attestarne standard di sicurezza ed efficacia. Gli investimenti di Chiesi Farmaceutici sono stati quindi fondamentali al fine di garantire tali standard, e potere così avviare il lungo e complesso iter di registrazione del farmaco. Andrea Chiesi, Direttore R&D Portfolio Management di Chiesi Farmaceutici S.p.A. e Amministratore Delegato di Holostem Terapie Avanzate dichiara che il primato raggiunto da Holoclar conferma come un connubio virtuoso tra pubblico e privato sia possibile, e come, anzi, rappresenti l’unica strategia realmente efficace nel campo della medicina rigenerativa con cellule staminali, dove l’obiettivo primario è offire stategie terapeutiche efficaci, senza rischi per la salute.

 

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Da sinistra: Michele De Luca, Graziella Pellegrini, Andrea Chiesi
Fonte: ilrestodelcarlino.it

Tutte le fasi di sviluppo di Holoclar sono state messe a punto da Michele De Luca, Direttore scientifico e cofondatore di Holostem (oltre che Direttore del CMR dell’ateneo modenese) e Graziella Pellegrini, Coordinatrice della terapia cellulare al CMR, nonchè Direttrice R&D e cofondatrice di Holostem.
La terapia ideata garantisce la completa rigenerazione del tessuto della cornea, a partire da un gruppo di cellule staminali autologhe, che risiedono nella regione del limbus, al confine tra la cornea e la sclera. Tali cellule staminali sono fondamentali per la rigenerazione dell’epitelio corneale. Tuttavia, danni chimici o fisici possono determinarne la perdita, dando luogo alla LSCD (limbal stem cell deficiency), una condizione di cui sono affette circa 3 persone su 100,000 nell’Unione Europea. I sintomi includono dolore, fotofobia, infiammazione cronica, perdita della trasparenza corneale, tutti fattori che conducono poi a cecità.

Se in uno dei due occhi del paziente è ancora identificabile una piccola regione di limbus non danneggiato, è possibile raccogliere con una biopsia di soli 1-2 mm2 le 3000 cellule staminali richieste per ricostruire in laboratorio un lembo di epitelio corneale simile a una lente a contatto, quale Holoclar. Questo lembo viene quindi collocato su un supporto di fibrina e adagiato sull’occhio del paziente, dove viene riassorbito in circa 24 ore. La procedura è esente da rigetto, in quanto tale epitelio deriva da cellule staminali autologhe del paziente stesso, e garantisce l’ottenimento di una cornea stabile nel tempo, con il pieno recupero della capacità visiva.

Questo trattamento è stato applicato per la prima volta sull’uomo negli anni Novanta, in via sperimentale, per poi essere riconosciuto nel 2008 come farmaco orfano. Inoltre Paolo Rama, primario dell’Unità Operativa di Oculistica dell’Istituto scientifico San Raffaele di Milano ha coordinato uno studio multicentrico che ha coinvolto dieci istituti e che, ad oggi, ha trattato centinaia di pazienti. Gli studi con follow up a 10 anni hanno identificato un successo totale in quasi l’ 80% dei pazienti, e parziale in più del 13%.
Infine, sulla base delle valutazioni compiute dal Committee for Advanced Therapies (CAT) e dal Committee for Medicinal Products for Human Use (CHMP), che hanno valutato la sicurezza e l’efficacia di Holoclar, indicandolo come trattamento di prima scelta nel caso di LSCD, la Commissione Europea approvato la commercializzazione di tale prodotto terapeutico in tutta Europa.

Si aprono così nuove strategie terapeutiche per quei pazienti che hanno subito incidenti domestici o incidenti sul lavoro, a cui sarà finalmente permesso di riacquistare la capacità visiva perduta. E’ stato compiuto un primo e importante passo nel lungo sentiero della medicina rigenerativa, e ci si augura che la proficua esperienza frutto di questo connubio pubblico-privato possa fungere da esempio e modello di come sia oggi possibile coltivare cellule secondo standard farmaceutici di sicurezza e efficacia. Il sentiero è ancora lungo, ma realtà d’eccellenza come quella di Modena ci rendono speranzosi che in futuro altre malattie debilitanti possano trarre vantaggio dalle nuove frontiere terapeutiche offerte dalle Biotecnologie.