Fotografia dei 10 farmaci su cui puntare lo sguardo nel 2014

La britannica “First Word Pharma”, prestigiosa testata specializzata, ha stilato una classifica dei farmaci da seguire con particolare attenzione nel 2014. La scelta si basa su criteri di innovazione, efficacia, crescita sul mercato e motivi regolatori. Gli esperti del settore hanno proposto questa classifica.

  • Sofosbuvir-SOVALDI, Epatite C (Gilead Science).

Il farmaco è stato approvato a dicembre dalla FDA e a gennaio da EMA. Le previsioni lo indicano come il lancio di più rapido successo del 2014. Si tratta di un farmaco rivoluzionario nella cura dell’epatite C, un’infezione molto diffusa in tutta Europa (circa 9 milioni di persone), tra le principali cause di cancro del fegato e trapianto di fegato. L’attuale standard di terapia ha una durata di 48 settimane e comporta l’assunzione di interferone in associazione con ribavirina. Quest’associazione non è tollerata da una parte di pazienti e determina la guarigione in circa il 50% dei casi. Con Sovaldi le stime quantificano un aumento della percentuale dei casi di guarigione dei pazienti con epatite C al 60-90% a seconda dei genotipi di malattia, una minore durata della terapia (da 12 a 24 settimane), e un accesso alle cure senza la necessità di usare l’interferone almeno in una parte dei pazienti.  La stessa Gilead sta sviluppando un’associazione precostruita di sofosbuvir e ledipasvir (inibitore del NS5A), che in studi recenti ha dato il 100% di successo. Per maggiori informazioni si può consultare il sito www.epac.it, portale dei pazienti con epatite e malattie del fegato.

  • Glatiramer acetato-COPAXONE, Sclerosi Multipla (Teva).

L’anno 2014 segna la scadenza del brevetto negli Stati Uniti del farmaco più venduto al mondo per la sclerosi multipla, evento che porta alla corsa alla produzione di farmaci generici. Si tratta di un farmaco immunomodulatore e il suo nome deriva in parte dalla miscela di aminoacidi di cui è composto: glutammina, lisina, alanina e tirosina. Attualmente il farmaco è approvato in 50 Paesi e si calcola che in tutto il mondo i malati di sclerosi multipla siano circa 2 milioni. Di recente è stato commercializzato in India da NatCo Pharma un glatiramer acetato equivalente. La Teva ha condotto uno studio, pubblicato sulla rivista scientifica Plos One, analizzando l’espressione genica condotta su splenociti di topo (globuli bianchi individuati nella milza) esposti sia a Copaxone sia al farmaco equivalente. I dati di questo studio mostrano differenze significative sia a livello biologico sia immunologico tra i due farmaci, che possono comportare deviazioni importanti sull’efficacia e la sicurezza del farmaco. Teva ritiene che l’unica strada per approfondire l’impatto di queste differenze sia di condurre una serie completa di trials clinici. Nel frattempo Teva aspira a ottenere un’approvazione dalla FDA per una versione di copaxone a somministrazione meno frequente (3 volte a settimana). Per maggiori approfondimenti sui dati dello studio:

http://www.plosone.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pone.0083757 

  • Trastuzumab emtasine-KADCYLA e Pertuzumab-PERJETA, cancro alla mammella HER2-positivo (Roche).

Sono molto attesi i risultati dello studio MARIANNE che dovrebbero essere disponibili nella seconda metà del 2014. Trastuzumab emtansine è formato trastuzumab chimicamente legato con la mertansine (DM1), una citotossina. Questo tipo di farmaco prende il nome di anticorpo coniugato (ADC). Una volta che trastuzumab emtansine è assorbito nelle cellule tumorali, rilascia DM1 al loro interno per distruggerle. Roche studia la scienza degli ADC da più di un decennio e ha otto ADC in studi di Fase I o Fase II per diversi tipi di cancro. Pertuzumab è un nuovo anticorpo monoclonale sviluppato per il trattamento del carcinoma mammario HER2-positivo in stadio precoce e metastatico. Si ritiene che i meccanismi di azione di pertuzumab e trastuzumab siano complementari tra loro. Entrambi si legano al recettore HER2, ma in regioni diverse. In questo modo s’ipotizza che i due anticorpi impiegati in combinazione possano consentire un blocco più completo delle vie di trasduzione del segnale di HER rispetto all’uso di uno dei due agenti in monoterapia. In caso di responso positivo, la combinazione fra Kadcyla e Perjeta dovrebbe affermarsi come la nuova terapia di prima scelta delle forme metastatiche di cancro alla mammella HER2-positivo, andando a rimpiazzare trastuzumab e rendendo difficile la strada ai genericisti.

  • Acido obeticolico, steatosi epatica non alcolica (Intercept Pharmaceuticals).

I sorprendenti risultati ottenuti dallo studio di fase II dell’acido obeticolico hanno spinto la Intercept Pharmaceuticals a cercare collaborazioni per accelerare gli studi sulla molecola e mettere rapidamente a disposizione dei pazienti il potenziale farmaco per la patologia epatica. Si ha una prevalenza della patologia nel 10% nella popolazione USA, per cui il mercato del farmaco potrebbe essere rilevante. Nell’attesa dei nuovi risultati di uno Studio di Fase III, previsti per gli ultimi mesi del 2014, il valore delle azioni in borsa vola con un rialzo di oltre 5 volte (+545%), segnale che molti investitori sono pronti a giocare questa partita.

  • Alirocumab (Sanofi e Regeneron) e Evolocumab (Amgen), dislipidemie.

Il successo delle statine ha disincentivato le aziende a investire su altri ipolipidemizzanti orali. Nel 2014 diverse aziende saranno pronte a lanciare una nuova classe di farmaci (anticorpi monoclonali inibitori della PSCK-9), che potrebbe garantire vantaggi significativi a beneficio dei pazienti nei quali le statine non si mostrano efficaci. Entrambe le molecole presentano caratteristiche comuni e gli esiti sono molto interessanti: determinano una diminuzione della colesterolemia-LDL intorno al 55%-75%, sia nei pazienti naive sia in quelli già in trattamento con inibitori dell’HmgCoA reduttasi. Sono prevedibili tre principali indicazioni: nei soggetti intolleranti a statine, in associazione con statine riducendone il dosaggio e i relativi effetti secondari, infine, nei soggetti affetti da ipercolesterolemia familiare eterozigote e omozigote. Si attende nel 2014 la pubblicazione dei risultati di studi di fase III e l’entrata in commercio verso la fine del 2015.

  • Nivolumab (Bristol-Myers Squibb), MK-3475 (Merck & Co.) e MPDL3280A (Roche) – melanoma, cancro al polmone NSCLC e cancro al rene.

In oncologia sono molto attesi i farmaci anti PD-1, che inibiscono un recettore che funge da checkpoint immunitario delle cellule T. Utilizzando questo recettore e la sua cascata di segnale post-recettoriale, una cellula tumorale può impedire l’attivazione delle cellule T e quindi bloccare un passaggio chiave della risposta immunitaria antitumorale. I nuovi farmaci in sviluppo sono progettati in modo da ripristinare la capacità del sistema immunitario di riconoscere e colpire le cellule tumorali. Bloccando PD-1, il farmaco permette l’attivazione delle cellule T che colpiscono le cellule tumorali, sbloccando il sistema immunitario. Al prossimo ASCO, in programma per il mese di giugno a Chicago, saranno resi noti i nuovi dati che chiariranno quale sarà il cammino regolatorio dei tre farmaci. La Merck ha già annunciato di aver depositato alla FDA la prima parte del dossier registrativo di MK-3475 (Lambrolizumab) nel melanoma resistente a ipilimumab: una mossa che, potenzialmente, potrebbe condurre all’approvazione entro la fine dell’anno.

  • Ibrutinib-IMBRUVICA, linfoma a cellule mantellari e leucemia linfocitica cronica (Johnson & Johnson, Pharmacyclics).

Approvato a dicembre per la terapia del linfoma mantellare, rappresenta uno dei farmaci più promettenti in ambito ematologico. Il nuovo farmaco è ampiamente utilizzato off label nella leucemia linfatica cronica con risultati positivi. Un comitato di monitoraggio indipendente ha deciso di interrompere in anticipo uno studio di fase III condotto sul farmaco ibrutinib in pazienti con leucemia linfatica cronica e leucemia linfocitica a piccole cellule in quanto era già osservabile una differenza significativa in favore di ibrutinib rispetto al controllo in termini di sopravvivenza libera dalla malattia (PFS), l’endpoint principale dello studio. I dati hanno evidenziato un beneficio clinico e un profilo di sicurezza adeguato nei pazienti in terapia con ibrutinib, rispetto a ofatumumab. Il comitato ha così raccomandato che i pazienti assegnati al controllo avessero accesso alla terapia con ibrutinib. Nel 2014 si attende l’approvazione della FDA di ibrutinib anche nel trattamento di pazienti adulti affetti da leucemia linfatica cronica recidiva o refrattaria/leucemia linfocitica a piccole cellule.

  • VX-809 con Ivacaftor, fibrosi cistica (Vertex Pharmaceuticals).

Nel 2012 la terapia della fibrosi cistica è stata rivoluzionata con il lancio di Kalydeco (ivacaftor), nonostante il farmaco riesca a curare soltanto 2mila pazienti circa in tutto il mondo, cioè quelli che presentano una mutazione al gene G551D. Tuttavia, nel 2014 potrebbero arrivare importanti novità dagli studi di fase III TRAFFIC e TRANSPORT, che stanno valutando ivacaftor in associazione a un altro farmaco della stessa Vertex, VX-809 (lumacaftor). Gli esiti di questi studi se positivi, permetterebbero l’accesso alle cure di circa il 40% dei pazienti che soffrono della malattia. Alcuni analisti arrivano a stimare in circa 6 miliardi di dollari le possibili vendite annue della combinazione dei due farmaci.

  • Sitagliptin-JUNAVIA, diabete di tipo 2 (Merck & Co.).

Secondo gli esperti di First Word Pharma la perfomance di sitagliptin sarà un punto di riferimento per comprendere le dinamiche delle terapie ipoglicemizzanti orali in uscita nel 2014. Assisteremo al lancio di quattro nuovi farmaci antidiabetici orali: dulaglutide, GLP-1 agonista e empagliflozoin (inibitore di SGLT-2) entrambi di Eli Lilly, albiglutide di GlaxoSmithKline (un altro GLP-1 agonista) e dapaglifozin, di AstraZeneca, appena approvato dalla FDA.

  • Palbociclib, cancro della mammella (Pfizer).

Le aspettative disattese con gli ultimi due lanci di Pfizer potrebbero essere recuperate con il lancio di palbociclib, nuovo farmaco che ha ricevuto dalla FDA la designazione di terapia ‘breakthrough’ come potenziale trattamento del tumore al seno. Il farmaco viene testato in diversi tipi di tumore, ma lo sviluppo è prioritario nel tumore della mammella ER positivo e in quello HER2 negativo, per i quali sono già disponibili i primi dati di fase II che verranno ufficializzati al prossimo congresso ASCO a giugno. I dati di fase III saranno disponibili solo nel 2015, ma alcuni analisti ipotizzano che la domanda di registrazione potrebbe essere presentata basandosi sui dati di fase II, grazie al riconoscimento della FDA dello status di terapia fortemente innovativa.

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Daniela Ruggieri (visita qui il mio profilo linkedin)