Alleanze strategiche tra CRO e Big Pharma: integrazione delle risorse e differenziazione dei compiti per conquistare i mercati

Negli ultimi trent’anni, le compagnie farmaceutiche sono state protagoniste di un’enorme crescita settoriale che, mediante mega-fusioni ed espansioni globali, ha dato alla luce gli attuali giganti dell’industria. Durante questo periodo, le Big Pharma si occupavano di tutto: dalla scoperta di nuove molecole, all’ottenimento dell’approvazione regolatoria per l’accesso al mercato, sostenendo pesanti costi fissi per supportare periodi di forte domanda e evitare ritardi nello sviluppo .

Le fine dell’era blockbuster, l’aumento dei requisiti regolatori e la dilatazione nei tempi (e nei costi) per lo sviluppo, nonché la necessità di mantenere una ricerca innovativa sempre più costosa, hanno indotto le aziende farmaceutiche a focalizzarsi sul “core” delle loro competenze e ad affidare alle CRO (Contract Research Organization) parte delle ricerche necessarie per lo sviluppo di un nuovo farmaco, passando da un modello interno di R&D a costo fisso a un modello esterno all’azienda più flessibile e con costi variabiliLa strategia dell’outsourcing, infatti, consente agli sponsor di utilizzare solo le risorse di cui hanno bisogno quando ne hanno bisogno e avvalersi di esperti che normalmente non troverebbero posto in azienda.

Molte attività di sviluppo caratterizzate da ripetitività e rigore procedurale si prestano a trasformarsi in servizi. È il caso degli studi clinici che, una volta elaborato il protocollo di studio, possono essere affidati a organizzazioni esterne a contratto per le fasi successive di esecuzione”, scrive Luciano M. Fuccella, Direttore Scientifico della CRO Medicina Domani Pharma.

Nell’ambiente odierno, in continua crescita e competizione, sviluppare le capacità per collaborare con le CRO è un fattore critico per il successo delle compagnie farmaceutiche. 
In passato, le aziende si rivolgevano alle CRO per svolgere attività project-by-project o function-by-function riducendo i costi e migliorando la flessibilità. Tutt’oggi, molte aziende di piccole e medie dimensioni si rivolgono alle CRO
tatticamente, ovvero con un approccio frammentato su singoli studi, per soddisfare obiettivi a breve termine mantenendo i prezzi più bassi possibile. In questi casi, la scelta della CRO non segue procedure prefissate e cambia nel tempo.

Al contrario, le grandi aziende tendono a stringere con le CRO alleanze strategiche, ovvero collaborazioni a lungo termine con due o tre CRO selezionate a cui delegano un’importante fetta di lavoro, condividendo i rischi e le responsabilità con l’obbiettivo di ottenere migliori risultati in termini di qualità dei dati e di riduzione dei tempi e dei costi.
La scelta da parte delle compagnie di instaurare partnership tattiche o strategiche è guidata unicamente dalla cultura interna all’azienda e dalle filosofie di business ma, in ogni caso, è incentrata sulla ricerca di una situazione “win-win”.

I maggiori vantaggi delle partnership strategiche si riassumono in:

Velocità: integrando conoscenze e tecnologie della compagnia farmaceutica e della CRO è possibile sviluppare protocolli e piani operativi migliori per far procedere gli studi più velocemente e più efficientemente. Quanto più la CRO avrà una visione chiara della pipeline e della strategia di sviluppo dell’azienda, tanto più efficacemente sarà in grado di soddisfare le sue richieste ed evitare ritardi nei costi.

Taglio dei costi: i costi interni per l’attività di supervisione possono essere notevolmente ridotti mediante convenzioni che permettono allo sponsor di focalizzarsi sugli aspetti più importanti del processo, fornendo i dati giusti al momento giusto e creando una corrispondenza con ciò che costituisce un output accettabile. Questa riduzione dei costi interni costituisce una significativa fonte di valore, equivalente al risparmio di circa il 20% delle tariffe di una CRO per un tipico progetto. Inoltre, con partnership stipulate per studi multipli, le CRO sono in grado di tagliare i costi sul personale dedicato, sulla formazione delle competenze e sul loro migliore utilizzo che può essere fornito all’azienda in poche ore.

Sebbene il ridimensionamento dei costi sia uno dei benefici chiave ricercati dalle aziende nell’alleanza con le CRO, una maggiore attenzione è focalizzata, specialmente nelle maggiori industrie, sulla valutazione della qualità e delle competenze settoriali per lo scopo di lavoro proposto. Diverse sono le considerazioni per le aziende di piccole e medie dimensioni, per cui il fattore economico costituisce uno dei motivi trainanti nella scelta di una CRO.

Tuttavia, nonostante i numerosi vantaggi e il risultante rapido aumento delle alleanze tra sponsor e CRO, le opportunità per instaurare partnership vantaggiose sono ancora poco sfruttate a causa principalmente della resistenza che le industrie oppongono al cambiamento, come riportato dall’Economist Intelligence Unit:

Molti dirigenti rimangono contrari o incapaci di concepire strategie di innovazione che non si affidano per la maggior parte a un lavoro interno di R&D, che è stato il modello di fatto per almeno 60 anni”.

A questa resistenza intrinseca, si aggiunge la testimonianza di vari casi di fallimento dovuti al fatto che non tutte le relazioni sponsor-CRO sono adatte ad evolvere verso una più ampia partnership e diventare alleanze strategiche, e molti accoppiamenti inappropriati falliscono.

Solo la condivisione di obiettivi comuni e la presenza di vantaggi per entrambe le parti costituiscono le giuste basi per una solida evoluzione della partnership volta al raggiungimento di migliori risultati e maggiori guadagni.
Un’alleanza strategica di successo è una fonte di differenziazione sia per lo sponsor sia per la CRO e permette loro di concentrarsi ognuno sulle proprie attività di competenza ottimizzando l’efficienza con cui i nuovi farmaci vengono sviluppati e raggiungono i pazienti.

 

Di Francesca Caputo (visita quì il mio proflilo LinkedIn)

 

Fonti

contractpharma.com_1

contractpharma.com_2